Il mondo del vino e dell’arte sono sempre più legati e questo matrimonio nato per amore che si rivela di interesse è giunto alla VII edizione per la casa di produzione vinicola Frescobaldi, con "Artisti per Frescobaldi". Si tratta di un progetto di committenza d’arte della famiglia Frescobaldi per la tenuta di CastelGiocondo, presentato di recente a Milano, che arricchirà la collezione permanente della tenuta, sia all’esterno nel parco sia negli ambienti interni, e vestirà 111 bottiglie numerate del Brunello di Montalcino Riserva con un’etichetta d’artista. Il 2025 ha premiato la toscana Giulia Cenci, che tra le viti e i vigneti è cresciuta, nata a Cortona, un territorio rurale verso l’Umbria, ricco di arte; e la coreana Sunmin Park di Seul, la prima voce dall’Oriente per Frescobaldi, che ha scoperto la vastità del silenzio e il mondo del vino tra i cipressi.

Il progetto è stato ideato nel 2013 da Tiziana Frescobaldi, a cura di Ludovico Pratesi, in collaborazione quest’anno per la prima volta con un’istituzione museale, il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino, per Tenuta di CastelGiocondo, a Montalcino.
L’iniziativa intende mettere in luce il legame tra arte contemporanea e il patrimonio vitivinicolo della famiglia Frescobaldi, l’unica indicazione del contest, che lascia molta libertà agli artisti, chiede un’interpretazione, una suggestione del mondo del vino Frescobaldi, un paesaggio fortemente antropizzato nel quale la natura dialoga con la storia, che l’artista è invitato a vivere. Tiziana Frescobaldi ha messo l’accento proprio su questo elemento, dello stare in un luogo e viverlo, interessante anche dalla parte del committente che ricerca e va a trovare gli artisti nei propri studi.
Ogni artista – alla fine del 2025 saranno venti – lascia un’opera e la declina anche per un’etichetta, scegliendo la forma che vuole, sia un particolare della stessa, una sua stilizzazione o interpretazione diversa. Per questa edizione tutto sarà pronto per l’autunno.

Come ha sottolineato il curatore del progetto Ludovico Pratesi, “la settima edizione di Artisti per Frescobaldi coinvolge due artiste di diverse generazioni, l’italiana Giulia Cenci e la coreana Sunmin Park, entrambe sensibili a tematiche di carattere ecologico ma interpretate secondo punti di vista e tecniche differenti.” La prima ha scelto di inserire la propria opera all’esterno, la seconda all’interno.
Sunmin Park vive a Seul, e ha raccontato la sua meraviglia al momento dell'arrivo a CastelGiocondo, dove è stata conquistata dalla vastità del silenzio, che le ha offerto una visione molto diversa dalla sua città che ha una densità abitativa molto alta. Tra le colline toscana ha trovato tranquillità, rallentando i ritmi e perfino il suo battito cardiaco, ha raccontato scherzando, è diventato più lento. Quest’orizzonte le ha regalato una visione diversa del mondo, dove la dimensione intima diventa protagonista. Così ha confessato che quello che le sembrava un banale gesto quotidiano le ha svelato un mondo complesso e raffinato e ha scelto di mettere al centro del suo lavoro proprio il seme dell’uva.
Totalmente diverso l’approccio di Giulia Cenci, che ha da sempre costeggiato il paesaggio toscano e artisti di grosso calibro - basti pensare che Cortona è la patria di Luca Signorelli, Pietro da Cortona e Gino Severini. Artista con spessore internazionale - ha partecipato alla Biennale di Venezia ed ha fatto un lavoro importante a New York – di ritorno dalle sue permanenze altrove ha riflettuto su quel paesaggio idealizzato della campagna toscana che a suo parere mette in evidenza quanto tutto quello che ci circonda sia artificiale, forgiato dall’uomo, come i viali di cipressi che tanto sono amati come una caratteristica locale.

Il progetto biennale Artisti per Frescobaldi trae ispirazione dalla tradizione mecenatistica che ha visto, nei secoli, la famiglia Frescobaldi affiancare il lavoro di artisti illustri quali Brunelleschi e Donatello sin dal Rinascimento e si radica nella convinzione che l’arte abbia la capacità di rappresentare e cambiare il presente, ispirando le nuove generazioni. Nel 2023 il progetto è diventato appunto una commissione e ha coinvolto due artisti italiani, Daniela De Lorenzo e Massimo Bartolini.
In attesa delle nuove opere CastelGiocondo sarà visitabile in occasione dell’equinozio di primavera perché anche quest’anno è stato inserito in “Equinozio”, Percorsi d'arte contemporanea in Toscana, iniziativa alla seconda edizione, promossa dal Centro Pecci per l’Arte Contemporanea di Prato, per l’organizzazione di visite in luoghi della Toscana dove siano presenti collezioni d’arte.
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