ELISABETH UNIQUE HOTEL
ARTE
E SAPORI
DI CASA

di ILARIA GUIDANTONI

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Con oltre 100 opere di artisti contemporanei, per la maggior parte italiani, l’Elisabeth Unique Hotel - nel cuore di Roma tra Piazza Augusto Imperatore e Piazza del Popolo, a due passi da Via Margutta – è una sorta di museo vivente, con l’atmosfera intima di una casa elegante e contemporanea, hotel boutique metropolitano. Un punto di ritrovo nel centro della città, aperto anche ai non residenti che nella bella stagione possono godere della terrazza. È un posto dove si possono incontrare artisti che hanno realizzato le opere distribuite tra ambienti comuni e camere, molte delle quali in vendita, e tutte create ad hoc site specific. Il progetto è stato realizzato con la consulenza curatoriale della galleria più antica d’Italia, Galleria Russo, che si affaccia su via Margutta e che ha creato un ponte del tutto particolare.


(La reception)


L’arte non è solo un decoro ma lo stile di un modo di vivere l’hotel, dove i cataloghi nelle aree comuni e nelle camere raccontano i vari artisti, lasciati da sfogliare come i libri in una casa. A ogni opera inoltre è associato un QR Code, direttamente scaricabile dal telefono, con nome, descrizione dell’opera e dell’artista, quotazioni e modalità di spedizione nel caso di acquisto, dando vita a un catalogo virtuale dell’esposizione.


(Donna E Bistrot)


Anche a tavola, nel 'Donna E Bistrot', il servizio non è scandito da orari da hotel ma si mangia quando si arriva e in modo assolutamente personalizzato, tutto o quasi home made, sotto la direzione dello Chef de cuisine Riccardo Pepe e dello Chef in seconda Daniele Cascinelli. Se facciamo un passo indietro capiamo perché. Siamo nel 2018, l’anno dell’apertura dell’albergo che cita nel nome, seppur declinato all’inglese per sottolineare il carattere internazionale del luogo, Elisabetta, rispettivamente madre e nonna del fondatore, Curatella, simbolo dell’ospitalità per eccellenza. A casa sua, in un paesino vicino Potenza, l’accoglienza non faceva distinzioni e si poteva mangiare a tutte le ore, tanto che una volta Massimo Ranieri per un concerto in zona fu ospitato per mangiare e cambiarsi non essendoci strutture nei dintorni. Questa signora, ci ha raccontato Evlin Rossi Director Sales&Marketing, ha segnato in modo indelebile la vita della famiglia e al suo spirito è stato dedicato l’albergo. I signori Curatella entrati un giorno nella Galleria Russo rimasero affascinati dalle opere e proposero una collaborazione, raccolta come un guanto di sfida dal titolare Fabrizio Russo. Così nasce l’idea di una galleria ‘vivente’.


(Particolare del soffitto opera di Michael Gambino)


Al ristorante sono sempre possibili varianti che tengano conto di intolleranze, allergie o scelte specifiche, spaziando da proposte internazionali a piatti della tradizione romana. In carta ci sono infatti molti dei piatti di nonna Elisabetta, naturalmente rivisitati in chiave gourmet, come le polpette di pane e la zuppa inglese. Il Bistrot è aperto fino alle 23 e offre una colazione all’ora desiderata, un brunch, l’aperitivo, la cena e una cocktail list anche come dopo cena. Curioso il ventaglio dei menu, ognuno per una scelta precisa: quello blu per la colazione se è compresa nel soggiorno; azzurro se non è compresa; verde per il brunch senza prezzi (nel caso di invitati); bordeaux con i prezzi; il marrone è riservato alla cena; e infine il fucsia per i drink.


(Le uova alla Royal)


La vera originalità è però rappresentata dalla colazione servita dalle 7 del mattino alle 18 del pomeriggio à la carte, venendo incontro al viaggiatore che vuole rilassarsi o arriva tardi da un viaggio. Oltre a thé, tisane, caffè, latte o bevande vegetali con ampia scelta, propone un succo di benvenuto con alcune varianti o spremute fresche; quindi yogurt bianco con granella fatta in casa e frutta; waffle, pancake, una selezione di pasticceria e l’immancabile Tiramisù; uova di varia foggia e piatti salati. Dalle 11 si aggiungono insalate, sandwich e alcuni piatti di pasta.


(Scelta di pasticceria)


Gli arredi sono dell’architetto romano Antonio Marincola e del suo studio fondato nel 2025 Marincola Architects, che ha prediletto uno stile lineare, di modernità classica con toni di grigio perla, blu intenso appena polveroso, anche nei divani di velluto, e inserti di colore; la carta da parati richiama sui toni del grigio il Grand Tour, evocando il richiamo internazionale che suggerisce l’Italia e la cultura del viaggiare. La filosofia è quella di un ambiente e sapori internazionali dove sentirsi a casa.





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