Una lunga tradizione di viticoltori, dalla fine del XVII secolo: fino a quando nel 1950 Roger, Julienne e il figlio René decidono di iniziare a produrre a marchio proprio; nel 1987 poi Jean-Baptiste entra nell'azienda di famiglia con la moglie Karine. L’identità di Recoltant-Manipulant è una costante della Maison Geoffroy, distribuita in Italia da Compagnia del Vino, uno dei principali mercati di sbocco insieme agli Stati Uniti e alla Norvegia per un marchio che esporta l’80% della produzione. Un anno fa Sacha, figlia di Jean Baptiste e Karine, che rappresenta la quarta generazione Geoffroy, entra in azienda dopo 5 anni di esperienza enologica in giro per il mondo. Il quartiere generale è ad Ay e i vigneti, nella Valle della Marna, nella zona vicino a Epernay, si distribuiscono su quattro comuni, rispettivamente Coteaux de Cumieres, con un terreno scosceso non facile da lavorare; Hautvillers, il comune più turistico, conosciuto perché patria di Dom Perignon; Damery e Fleury-la-riviere.

Qui si coltivano le varietà: 42% Pinot Nero, 39% Meunier, 19% Chardonnay, con un’età dei vigneti mediamente intorno ai 40 anni. Cumières, in particolare, è un piccolo villaggio, classificato come Premier Cru, tra il fiume Marna e la foresta del plateau de Reims con un’esposizione a sud-est che garantisce un'abbondante esposizione e un microclima unico; i vigneti si dispongono come una terrazza affacciata su un grande anfiteatro e i terreni sono ricchi ed estremamente variegati. Gli appezzamenti in cima ai pendii, sul lato della foresta, sono sabbiosi. A metà pendio, esposto a sud, il terreno diventa più argilloso e gessoso. Poi, sulle pendici dei pendii est-ovest dell'anfiteatro, il gesso affiora quasi in superficie, coperto da appena dieci cm di terreno. Questa roccia sedimentaria composta da fossili marini mantiene un'umidità costante e rilascia lentamente il calore accumulato durante l'esposizione ai raggi solari: una caratteristica essenziale per la maturazione dell'uva.

La zona è particolarmente vocata per il Pinot Noir che rappresenta il 45%, mentre il 30% è rappresentato da Meunier e il 25% da Chardonnay; Jean-Baptiste, che ci ha accompagnato tra i vigneti, ha sottolineato come la sua attività sia una costante sperimentazione anche in termini di allevamento; così ci ha fatto notare ad esempio la Madelonne, vecchie vigne di Pinot Noir una parte delle quali risale addirittura al 1926, con un’altezza di ben un metro e 80. Non solo. Ci sono esperimenti di complantation, arte di impiantare vitigni diversi, nel caso specifico Arbane, Petit Meunier, Meunier, Pinot Noir e Chardonnay, con l’idea di far emergere l’identità del suolo che diventa protagonista rispetto al singolo vitigno.

La scelta in vigna è rafforzare l'ecosistema del sottosuolo con compost biodinamico; riduzione della compattazione causata dal passaggio dei trattori privilegiando l'uso del piccone e lo sfalcio durante la stagione verde; e lo sviluppo della copertura erbosa naturale per ridurre la vigoria e decomprimere il suolo per una migliore gestione del circolo di acqua e dell'aria. In cantina le uve vengono pressate al massimo entro un'ora dalla raccolta, con l’utilizzo del tradizionale torchio Coquard, riferimento storico della Champagne con pressatura soffice e lenta. Le masse sono movimentate per la vinificazione nei tini e nelle botti, per gravità; decantazione naturale tra le 8 e le 12 ore, quindi vinificazione per parcella e separazione dei singoli vitigni; fermentazione spontanea con lieviti indigeni. L’idea è di essere poco interventisti, con una predilezione per il legno senza escludere l’acciaio smaltato, più spesso dell’Inox e senza scambi di elettricità. La maturazione occupa un posto importante. Infatti, se il Brut sans année, BSA, per legge richiede 15 mesi minimo di affinamento in bottiglia prima della commercializzazione, Geoffroy minimo lo lascia 3 anni in bottiglia; mentre per i millesimati, per i quali la legge stabilisce un minimo di 3 anni, viene portato a 6. Così se la legge rende possibile l’imbottigliamento della vendemmia 2024 a partire dal 2 gennaio 2025 l’azienda lo prevede a fine luglio.

Lo stile dello Champagne è fruttato, gourmand, “preciso” con la volontà dei prodotti più importanti di guadagnare in profondità senza appesantire la tessitura e il gusto, per far risaltare sempre la freschezza. In particolare Geoffroy per i Rosé de saignée, in italiano letteralmente “salasso”, ottenuti da macerazione e non semplice unione, lavorazione che dà un colore intenso.
Expression, “espressione”, una cuvée base tradizionale, è un Brut sans année, 50% proveniente dal vino di riserva e 50% dalla vendemia 2020, realizzato per questa parte al 25% da Chardonnay, 45% Pinot Noir e il resto Meunier; è l’immagine del territorio, sboccatura marzo 2024, con un dosaggio 3,5 g/l. Pureté, “purezza” - la scelta dei nomi è decisamente simbolica - è un Brut Nature, annata 2018, non dosato con lo stesso assemblaggio del precedente ma con due anni in più di affinamento e senza zucchero: ricco quanto essenziale, esprime la personalità femminile di Cumières con un finale di nocciola appena grigliata e castagna.

Empreinte, “impronta”, la più caratteristica di Cumières, Millesimato, 100% Pinot Noir e prodotto in legno, ha tutte le caratteristiche del vitigno, elegante con un sentore non spiccato di legno, appena speziato ma ‘teso’. Volupté, “voluttà”, dell’annata 2017 è 100% Chardonnay con una texture cremosa, setosa che riempie la bocca senza appesantirla, un bianco su un terroir per uve a bacca nera. Les Collinardins, dal nome del luogo, Millesimato del 2019, è una sola parcella di Chardonnay, Brut Nature, due anni di maturazione sui lieviti in barrique, quindi in bottiglia dal luglio 2021, sboccatura aprile 2024. Presenta un gusto rotondo, note di torrefazione, sentore di spirito. Curioso il Rosé de Saignée, vendemmia 2019, 100% Pinot Noir: conserva tutta la croccantezza del frutto, in particolare dell’amarena. Blanc de rose, nome creato dalla moglie di Jean-Baptiste, vendemmia 2015, si presenta floreale, minerale e con note di agrumi. La comacerazione dalla quale nasce è stata una sperimentazione il cui risultato è un colore salmonato, sentore netto iodato, note di zafferano.
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