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CONCLAVE
THRILLER
DA CAPPELLA
SISTINA

di MASSIMO CECCONI

Sarà brutale, ma “morto un Papa, se ne fa un altro”.

Il vecchio pontefice muore improvvisamente e si mette inesorabilmente in moto il complesso processo “amministrativo” per eleggere il suo successore.

La regia delle procedure viene affidata per competenza al cardinale decano Thomas Lawrence (Ralph Fiennes) che cerca di gestire con responsabilità e cautela estrema il delicato compito di garantire il passaggio tra un papato e l’altro, per salvaguardare innanzitutto i valori, le tradizioni ma anche il potere della Sancta Romana Ecclesia.



Mentre i cardinali giungono a Roma da ogni parte del mondo per partecipare al Conclave, iniziano subito le schermaglie per individuare i candidati più opportuni.

Va da sé che, almeno in cuor loro, molti cardinali, se non tutti, hanno pensato il nome da assumere in caso di elezione al soglio pontificio.

Tra i porporati progressisti si delinea la candidatura del cardinale Aldo Bellini (Stanley Tucci), mentre tra gli ultraconservatori prevale la figura di Goffredo Tedesco (Sergio Castellitto), talmente tradizionalista da voler nuovamente introdurre nella liturgia la lingua latina, convinto assertore inoltre che sia ormai tempo che un italiano torni a sedere sul trono di San Pietro.



Ci sono poi il cardinale Joseph Tremblay (John Lithgow), ambizioso e potente uomo di Curia, l’ultima persona che ha avuto un colloquio con il vecchio Papa, e il cardinale africano Joshua Adeyemi (Lucian Msamati), che rappresenta i nuovi orizzonti “geopolitici” della Chiesa, ancorché non esattamente di larghe vedute.

Tra gli outsider si colloca invece il neocardinale Vincent Benitez (Carlos Diehz) che svolge il suo ministero nella tormentata Kabul.



Mentre iniziano nella Cappella Sistina i lavori del Conclave (letteralmente, “sottochiave”), trapelano per quanto attenuate le notizie del mondo esterno funestato da attentati terroristici.

La missione del cardinale Lawrence è meticolosa e scrupolosa, soprattutto per individuare tra i candidati eventuali problematicità che potrebbero nuocere al prestigio del pontificato.

Inizia dunque un lavoro di indagine che lo porta a scoprire, verrebbe da dire, alcuni altarini nel passato di certi cardinali, in questo aiutato dalla intransigente sorella Agnes (Isabella Rossellini) che sembra rivendicare una maggiore presenza del ruolo femminile all’interno della comunità ecclesiale.



Nelle prime votazioni, la candidatura progressista del cardinale Bellini che, come altri prima di lui, ha dichiarato “non sum dignus” ancorché costretto a concorrere per evitare la prevalenza del tradizionalismo, non decolla, mentre le candidature di Tremblay e Adeyemi, entrambi molto quotati, vengono smontate dalle indagini sul loro passato condotte dal cardinale decano.

Nell’ombra trama invece il cardinale Tedesco, sfrontatamente aggressivo e volgare nella sua sanguigna figura di uomo consono alle trame del potere.

Qualche voto lo raccoglie anche il cardinale Benitez, grazie al suo pacato eloquio e alla sua missione apostolica in numerosi scenari di guerra, tradizionalmente ostili alla religione cattolica.



In Conclave non esiste dibattito, le trame si svolgono fuori, nei corridoi del collegio che ospita i prelati o nella mensa dove consumano tutti insieme i pasti.

I cardinali elettori non possono però restare indifferenti agli effetti di un attentato terroristico che distrugge addirittura parte della volta della Cappella Sistina.

Sembra essere questo l’elemento determinante che spinge gli interessati a trovare una soluzione al loro compito di ricerca di una figura adeguata a divenire il nuovo Pontefice, dopo che si è anche palesata una possibile candidatura dello stesso cardinale decano.

Il finale del film, che è opportuno non svelare, è quanto meno sconcertante e improbabile. Confortanti però le parole del futuro Papa secondo cui la Chiesa non è il passato ma è soprattutto futuro.



Tratto da un romanzo dello scrittore inglese Robert Harris e diretto dal regista tedesco Edward Bergen, il cui precedente film “Niente di nuovo sul fronte occidentale” vinse L’Oscar per il miglior film internazionale nel 2023, “Conclave” è un film ben confezionato che affronta un argomento quanto meno desueto. Per dire di un raro precedente, non possiede la carica umanamente ironica di “Habemus Papam” (2011) di Nanni Moretti ma sopperisce in parte con la costruzione di una tensione un po’ rarefatta che lo colloca più convenzionalmente nella categoria thriller. Indiscutibile la bravura dei suoi interpreti per quanto, almeno nella parte centrale, qualche sbadiglio lo provoca, per non tacere del finale in cui prevale soprattutto la volontà di épater les bourgeois, qui intesi come spettatori.



La dimensione claustrofobica del racconto è riscattata dall’ottima fotografia di Stéphane Fontaine, risolta con morbidi chiaroscuri che valorizzano personaggi e luoghi, anche se l’immagine più sorprendente (forse un omaggio a Fellini) è quella in cui i cardinali, protetti da ombrellini bianchi, passeggiano in un vasto spazio all’aperto.

Per risolverla con un vecchio adagio di origine dantesca:” Senza infamia e senza lode”.

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