Solo cinque anni ci separano dall'entrata in vigore di nuovi limiti europei sulla qualità dell'aria, ma le città italiane sono impreparate: l'aria è di pessima qualità e i livelli di inquinamento attuali sono ancora troppo distanti dai parametri previsti per il 2030. Lo sostiene un report di Legambiente, "Mal'Aria di città 2025", che l’associazione ambientalista ha presentato il 4 febbraio, a Milano, nel giorno di avvio di una campagna itinerante battezzata "Città2030, come cambia la mobilità", che fino al 18 marzo attraverserà l'Italia per 'controllare' lo stato dell'arte dei trasporti - inquinamento e sicurezza - nelle aree urbane, soprattutto verso gli utenti più deboli, come i pedoni e i ciclisti.

"Mal’Aria" analizza nei capoluoghi di provincia i dati relativi alle polveri sottili (PM10) e al biossido di azoto (NO2). Nel 2024, 25 città, su 98 in cui si disponeva del dato, hanno superato i limiti di legge per il PM10 (35 giorni all'anno con una media giornaliera superiore ai 50 microgrammi/metro cubo), con 50 stazioni di rilevamento – situate in diverse zone dello stesso centro urbano. In cima alla classifica troviamo Frosinone (Frosinone scalo) per il secondo anno di fila con 70 giorni oltre i limiti consentiti, seguita da Milano (centralina di via Marche) con 68. Nel capoluogo lombardo, anche le centraline di Senato (53), Pascal Città Studi (47) e Verziere (44) hanno superato il tetto massimo. Al terzo posto assoluto sta Verona, con Borgo Milano a quota 66 sforamenti (l’altra centralina, Giarol Grande, si è fermata a 53), seguita da Vicenza-San Felice a 64. Anche altre centraline vicentine hanno superato i limiti: Ferrovieri con 49 giorni e Quartiere Italia con 45. Segue Padova, dove la centralina Arcella ha registrato 61 sforamenti e Mandria 52, mentre a Venezia via Beccaria ha toccato quota 61. Nel capoluogo veneto altre quattro centraline hanno superato i limiti: via Tagliamento con 54 giorni, Parco Bissuola con 42, Rio Novo con 40 e Sacca Fisola con 36. Non si sono salvate neanche le città di Cremona, Napoli, Rovigo, Brescia, Torino, Monza, Modena, Mantova, Lodi, Pavia, Catania, Bergamo, Piacenza, Rimini, Terni, Ferrara, Asti e Ravenna.

Secondo Legambiente questo quadro rivela come l'inquinamento atmosferico sia un problema diffuso e strutturale, ben più esteso di quanto amministratori locali e cittadini vogliano ammettere. Se per le medie annuali di PM10 e NO2 nessuna città supera i limiti previsti dalla normativa vigente, lo scenario cambierà con l’entrata in vigore della nuova Direttiva europea sulla qualità dell'aria, a partire dal 1° gennaio 2030. Per il PM10, sarebbero infatti solo 28 su 98 le città a non superare la soglia di 20 µg/mc, che è il nuovo limite previsto. Al 2030, 70 città sarebbero dunque fuorilegge. Tra le città più indietro, che devono ridurre le concentrazioni attuali tra il 28% e il 39%, si segnalano Verona, Cremona, Padova e Catania, Milano, Vicenza, Rovigo e Palermo. La situazione non migliora se si considera il biossido di azoto (NO2): oggi il 45% dei capoluoghi (44 città su 98) non rispetta i nuovi valori di 20 µg/m³. Le situazioni più critiche si registrano a Napoli, Palermo, Milano e Como, dove è necessaria una riduzione compresa tra il 40% e il 50%.

La campagna "Città2030: come cambia la mobilità" è il viaggio di scoperta che fino al 18 marzo condurrà tecnici e militanti di Legambiente in tutta Italia per promuovere una mobilità sostenibile, chiedendo centri urbani più vivibili, accessibili e sicuri. Il programma prevede incontri con amministrazioni locali, esperti e cittadini per discutere le sfide da affrontare entro il 2030, anno in cui entrerà in vigore la nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria (AAQD).
Inoltre, il Piano Nazionale sulla Sicurezza Stradale fissa l’obiettivo di dimezzare le vittime sulla strada proprio entro il 2030, rendendo ancora più urgente una trasformazione del modo di muoversi nei centri urbani. Nelle piazze e nelle strade sono previste iniziative pubbliche come flash mob, presidi e attività di bike to school, con focus su Tpl, sharing mobility, mobilità elettrica e Città30. Due tappe spin-off a Cassino e Pomigliano d'Arco saranno dedicate alla crisi del settore automotive e anticiperanno l’evento conclusivo della campagna, in occasione della tappa di Roma: il “Forum Mobilità: dalle politiche urbane a quelle industriali. Come cambia la mobilità in Italia?”.
L’appuntamento finale, in programma il 18 marzo presso la Sala delle Bandiere, Commissione europea Rappresentanza in Italia, riunirà rappresentanti del settore automotive del nostro Paese, i sindacati, i player della mobilità elettrica, della micromobilità e gli amministratori dei capoluoghi impegnati nella transizione verso un nuovo modello di mobilità. Il tour 2025 partito il 4 febbraio da Milano ci tornerà il 14 febbraio, per poi proseguire verso Genova (11-12/02), Firenze (13-14/02), Prato (14/02), Modena (22/02), Bologna (24/02), Torino (27/02), Padova (28/02-1/03), Perugia (28/02-1-2/03), Pescara (05/03), Trieste (06/03), Napoli (7/03), Messina (7-8/03), Olbia (7-8/03), Avellino (10/03), Reggio Calabria (13/03), Brindisi (14/03). Infine la conclusione a Roma (17-18).