FILIERA
DEL MIELE
BIOTOUR
A BOLOGNA

Le api svolgono un ruolo fondamentale per l’ambiente, ma oggi sono in pericolo. Secondo i dati dell’IUCN, oltre il 40% delle specie di invertebrati impollinatori rischiano di scomparire, e il 9,2% delle specie di api europee è già minacciato di estinzione. Anche in Italia i numeri non sono rassicuranti: l’Ispra segnala una perdita del 30% delle colonie di api rispetto a dieci anni fa, e senza di loro, molte piante non sarebbero più in grado di riprodursi naturalmente, perché le api domestiche e selvatiche sono responsabili di circa il 70% dell’impollinazione di tutte le specie vegetali viventi sul pianeta e garantiscono il 35% della produzione globale di cibo.



L’alterazione del clima sta infatti anticipando il periodo di attività degli impollinatori, disallineando la loro presenza rispetto al ciclo delle fioriture e rendendo più fragile l’intero equilibrio degli ecosistemi. A tutto questo si sommano le pressioni generate dall’uso intensivo di pesticidi: un monitoraggio dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie ha rilevato residui di ben 150 pesticidi diversi in campioni di api analizzati.


Una via d’uscita possibile è l’apicoltura biologica. Un metodo che preserva il ruolo cruciale delle api e della biodiversità, escludendo l’uso di sostanze chimiche, proteggendo gli habitat e adottando pratiche sostenibili, fondamentali per la sicurezza alimentare e la salute del pianeta. Per raccontare tutto questo da vicino e far conoscere il valore della filiera del miele bio, ha fatto tappa a Bologna, ospite dell’Azienda Agricola Borgo del Miele ad Argelato, nella pianura bolognese, il terzo BioTour: un viaggio che parte dalla biodiversità e arriva al vasetto, raccontando l’importanza di un’agricoltura che tuteli la natura e le api.



Gli oltre 350 alveari di Borgo del Miele sono posizionati strategicamente: alcuni vicino alla sede aziendale e al capannone di lavorazione, circondati da siepi per favorire la biodiversità. Altri alveari sono collocati in luoghi più distanti, selezionati per ottenere, in base alle fioriture, diversi tipi di mieli, come tiglio, millefiori e melata in pianura, castagno in collina e montagna. Durante la visita, gli chaperon Andrea e Irene hanno illustrato il lavoro dell'apicoltore, che consiste nel sostenere lo sviluppo degli alveari dall’autunno alla primavera, per portarli alla fioritura in condizioni ottimali, evitando il rischio di sciamatura.

Il miele raccolto viene trasportato nel capannone aziendale, dove è sistemato nel deposito e poi lavorato nel laboratorio, dove segue un processo articolato, dalla disopercolatura alla centrifugazione, alla filtrazione e alla decantazione, fino all'invasettamento. Borgo del Miele è socio della cooperativa CONAPI, a cui conferisce in esclusiva le proprie produzioni.

(fonte: ufficio stampa Silverback – Greening the communication)

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