ADOTTA
UNA SPIAGGIA
LA CAMPAGNA
DI MAREVIVO

(La spiaggia dell'Acqua dolce a Porto Ercole)

Una spiaggia si può adottare, per cercare di salvarla dallo scempio e fermarne il degrado. È l’iniziativa che ritorna della Fondazione Marevivo, che in questi giorni ha compiuto quaranta anni di attività ed è presieduta da Rosalba Giugni che nel 1985 intuì, in un’epoca in cui inquinamento, sovra-pesca e crisi climatica non erano ancora argomenti di drammatica attualità, la necessità di un impegno collettivo per difendere l’ecosistema marino e salvaguardare il mare, che copre il 70 per cento della terra e produce il 50 per cento dell’ossigeno che respiriamo e per cercare, così, di fermare la deriva cui il pianeta all’epoca si stava già avviando nell’indifferenza. E i risultati si sono visti.


(La spiaggia della Chiaia, a Ischia)


Sono trenta le spiagge finora adottate dal nord al sud del Paese, da Acqua Dolce di Porto Ercole alla spiaggia della Chiaia di Ischia, dalla spiaggia Bacan a Sant’Erasmo di Venezia alla spiaggia della Marina grande di Capri e la spiaggia di Finale di Pollina in Sicilia, grazie all’iniziativa di Marevivo che ha visto il coinvolgimento di quasi cinquemila persone. I rifiuti raccolti sono stati fin qui 59.000 chili e sono stati ripuliti 54 chilometri di costa. Le donazioni, deducibili o detraibili, per partecipare al progetto partono da trenta euro e possono essere una tantum o annuali. Adottare una spiaggia, salvaguardarla dal turismo e dagli eventi incontrollati, contribuisce a contrastare l’inquinamento, a proteggere la “casa” di milioni di esseri viventi, a valorizzare nel modo corretto la fruizione di siti altrimenti destinati al degrado.

A gran parte degli italiani il mare ha fatto da sfondo fin dal primo giorno di vita. In un Paese come il nostro, lungo e stretto, circondato per gran parte dall’acqua salata, tanti fra noi vivono il mare come una presenza familiare. Agitato, mosso, irruento, placido, spumeggiante o rumoroso che sia, è lì, è compagnia costante e fascinosa. Luogo di svago, di lavoro anche molto faticoso, di incontro tra persone e civiltà, di tragedie collettive e dolori.


(Una iniziativa di Adotta una spiaggia)


“Vide ‘o mare quant’è bello! Spira tanto sentimento. Vide ‘o mare de Surriento che tesori tene ‘nfunno”, scrissero i fratelli De Curtis sul finire del 1800 in una canzone celebre. Ora in fondo al mare, tutto, certo, non solo quello del golfo di Sorrento, i tesori sono sempre di meno e a rischio costante. Perché gli umani distratti, indifferenti, le lobby interessate più ai guadagni propri che alla salvaguardia di un bene che è di tutti, si sono messi d’impegno a distruggere e non a proteggere.

L’impegnativo cammino di Marevivo è stato premiato da molti successi ma anche delusioni che non hanno frenato la volontà di cambiare, di pesare nelle decisioni che coinvolgono la collettività. Dallo stop all’uso dei cotton fioc alla battaglia per fermare la pesca illegale dei datteri di mare. Dal contrasto ai mozziconi sulle spiagge e all’uso della plastica monouso e delle microplastiche nei cosmetici da risciacquo fino alla tutela della Posidonia europea. Dalla lotta alle spadare all’istituzione delle prima area marina protetta d’Italia a Ustica, dove da alcuni giorni ha avuto inizio la campagna di tutela dei coralli, che sono gli organismi più antichi del pianeta e hanno resistito a ben cinque estinzioni. Negli ultimi decenni circa il cinquanta per cento delle barriere coralline del mondo sono andate distrutte o sono state fortemente compromesse, come sta ora accadendo nel Mediterraneo. Di qui la campagna “MedCoral Guardians”.



All’impegno di Marevivo, che conta migliaia di iscritti e di volontari, è dovuta anche la Legge Salvamare del 2022, di cui ciascun articolo rappresenta una azione concreta a tutela dell’ecosistema marino a cominciare dalla raccolta dei rifiuti in mare. Uno degli elementi essenziali della normativa è il riconoscimento della necessità di divulgare la conoscenza dell’ambiente e del mare nelle scuole di ogni ordine e grado, tema su cui da anni la Fondazione promuove progetti di educazione ambientale. Ma legge da sola non basta, dato che mancano ancora i decreti attuativi indispensabili per poter operare. E intanto il mare si svuota, perde vite e vitalità.

Le azioni che tutti possono condurre per proteggere il mare e la natura, indica Marevivo, sono il rispetto degli animali che vivono nel mare e sulla spiaggia. Toccarli e spostarli dal loro habitat è una tortura inutile. Portare via la sabbia dalla spiaggia non serve a nessuno. I granelli non sono souvenir. Piuttosto meglio portar via i rifiuti, anche quelli “dimenticati” da altri. Meglio scegliere solari biodegradabili che hanno un minore impatto ambientale e usare per spostarsi o raggiungere l’arenile le biciclette e i monopattini. E poi c’è l’adozione delle spiagge, un’azione positiva per strappare sempre più pezzi di costa al degrado.

Press ESC to close