MIRACOLO
A MILANO
CAPITALE
DEL FUMETTO

(nell immagine: 'Cani Sciolti', una miniserie Bonelli che ricostruisce tra presente e passato anche l'attentato di Piazza Fontana)

Dal 2011 a Milano lo Spazio WOW, creato dalla Fondazione Franco Fossati, propone esposizioni temporanee al cui centro sono il linguaggio del Fumetto, i suoi autori, i suoi personaggi e la sua storia. Secondo i casi possono essere rivolte anche ai più piccoli, invece che a un pubblico che va dagli adolescenti agli adulti. La mostra in corso, “Fumetto, un miracolo a Milano”, rende omaggio fin dal titolo a un capolavoro del cinema italiano datato 1951, “Miracolo a Milano”, film diretto da Vittorio De Sica su soggetto di Cesare Zavattini. Quest’ultimo, figura importante della cultura italiana del Novecento, ha svolto un ruolo rilevante nel mondo dei fumetti quando, già direttore editoriale dei periodici Mondadori, ha scritto il soggetto e, a quattro mani con Federico Pedrocchi, la sceneggiatura della saga di fantascienza “Saturno contro la Terra”, disegnata da Giovanni Scolari.


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Il percorso espositivo parte dai bozzetti preparatori e dall’illustrazione originale di Luca Salvagno per la locandina della mostra, che trae ispirazione dalla scena più celebre del film “Miracolo a Milano” ma ritraendo in volo sulle scope tanti personaggi del mondo dei fumetti. Sono anche esposte foto scattate sul set del film, che era situato in zona Lambrate vicino alla ferrovia, una selezione di libri di Zavattini e a una tavola originale tratta da “Saturno contro la Terra”.


(Il primo numero del Corriere dei Piccoli, tappa fondamentale dell'editoria a fumetti milanese)


La mostra non si rivolge solo agli appassionati di fumetti ma a chiunque sia interessato alla storia della città e ai suoi protagonisti, dagli Sforza fino ad oggi. E rivela come gli autori di fumetti abbiano saputo, nel corso di oltre cento anni, raccontare il territorio, gli abitanti, i luoghi di Milano. Attraverso gli occhi di sceneggiatori e disegnatori la città è stata resa protagonista di storie che ne raccontano la vita e la cultura. Ne citiamo tra tutte una di Martin Mystére, creato da Alfredo Castelli, ambientata sui Navigli, a cavallo tra passato e presente. Ma anche giovani autori contemporanei si sono guardati indietro e hanno raccontato la Milano di un tempo, anche quella di artisti come Piero Manzoni, per arrivare a Giorgio Strehler, Dario Fo, Giorgio Gaber e Enzo Jannacci, facendo rivivere lo spirito dei luoghi frequentati da questi uomini di cultura. Le tavole originali sono affiancate in mostra da approfondimenti per conoscere una Milano che non c’è più ma non deve essere dimenticata: storie e curiosità sul Duomo, la Milano napoleonica, quella del primo Novecento, della mala, della nebbia, delle osterie, dell’immigrazione cinese, della Fiera Campionaria, degli anni della contestazione, della musica, del teatro e del cinema. E poi ci sono tavole in cui sono rappresentati angoli di Milano tratti da storie di famosi personaggi come Paperino, i Puffi, Diabolik, il campione automobilistico Michel Vaillant.


(La stazione ferroviaria di Paperopoli è Milano Centrale nella pagina di apertura di Marco Rota)


Allo stesso tempo la mostra documenta quanto la Milano del Fumetto negli anni abbia saputo richiamare e valorizzare grandi capacità creative ed editoriali, realizzando pubblicazioni popolari ma anche di qualità. Qui è nato nel 1908 il mitico Corriere dei Piccoli e qui a partire dagli Anni Trenta prende casa Topolino e tutto il mondo Disney, con una produzione locale di storie. Negli stessi anni nascono il Monello e l’Intrepido, nel 1948 nasce Tex e nel 1957 il Giorno dei Ragazzi, con le prime storie di Cocco Bill. Quindi, nel corso degli Anni Sessanta, arrivano Cucciolo, Tiramolla, Diabolik, la rivista Linus (che pubblicava anche la Valentina di Guido Crepax), Alan Ford; poi nei Settanta Lupo Alberto e negli Ottanta Dylan Dog. Sono solo alcune tra le più di mille testate, pubblicate da oltre duecento editori, con milioni di lettori ogni settimana. Tra le tante pubblicazioni, in mostra sono esposti i “numeri uno” del Corriere dei Piccoli e del Topolino in formato libretto (1949).


(Manifesto della mostra illustrato da Luca Salvagno)


Abbiamo rivolto un paio di domande a Luigi Bona, direttore di Spazio Wow-Museo del Fumetto e uno dei curatori della mostra, assieme a Luca Bertuzzi e Gian Luca Margheriti.

Dunque Milano è la Capitale italiana del Fumetto?

Luigi Bona: "Sicuramente sì. Già all’inizio del secolo scorso la Milano editoriale offriva possibilità che in nessun’altra parte d’Italia, attirando disegnatori da ogni Regione. Tra gli editori più importanti Cino Del Duca, che tra gli Anni Trenta e i Settanta ha pubblicato Monello, Intrepido e avviato Il Giorno dei Ragazzi, supplemento del quotidiano Il Giorno. Il Corriere della Sera pubblicò invece il Corriere dei Piccoli, diventato poi Corriere dei Ragazzi. Quindi le Edizioni Alpe con Picchiarello, Cucciolo e Tiramolla, l’Editrice Cenisio con Bunny, Silvestro, Tom & Jerry, la Dardo con Capitan Miki e Il Grande Blek, la Mondadori con Topolino, le cui storie furono realizzate in gran parte qui dagli autori della Disney italiana, e Sergio Bonelli che, partendo da Tex, ha poi pubblicato albi di numerosi personaggi, come Zagor, Dylan Dog e Martin Mystère. Poi le Edizioni Paoline che, trasferitesi da Roma a Milano, hanno creato Il Giornalino. E ancora vanno citate la Astorina con Diabolik e l’Editoriale Corno con Kriminal e Alan Ford. Sono editori che a Milano hanno trovato il clima culturale e imprenditoriale adatto, rendendo il mercato fumettistico italiano uno dei primi al mondo".


(Una pagina del Commissario Spada con la scighera milanese)


Però oggi a Milano, e non solo, le edicole tendono a scomparire e diventa difficile comprare fumetti, almeno quelli periodici.

Bona: "Vero. Oggi la situazione è tragica. Non solo ci sono sempre meno edicole, ma anche in quelle aperte le copie di fumetti disponibili tendono ad esaurirsi, per cui anche chi vorrebbe non sa dove comprarli. I fumetti si trovano anche in libreria ma in formato volume e quindi più costosi, a parte forse i Manga".


(Guido Crepax - Valentina nel metrò)


"FUMETTO, UN MIRACOLO A MILANO" è quindi una mostra da vedere assaporandola lentamente per non perderne i tanti particolari, di testi e di immagini, offerti. Da visitare anche con la famiglia, portando i figli, ma i ragazzi più che i bambini, perché è rivolta soprattutto a noi adulti, che si sia o meno lettori di fumetti.

Sarà aperta fino al 19 gennaio allo Spazio Wow/Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata, in Viale Campania 12 a Milano. Prima di andarci, consultate il sito www.museowow.it per verificare i giorni di chiusura durante le festività, gli orari e le modalità di accesso.

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