SOSTENIAMO
WIKIPEDIA
L'UTOPIA
CHE SOPRAVVIVE

Confesso: da molto tempo sono tra i tanti utenti del Web che sostengono, con qualche euro, Wikipedia. Devo ammettere che, se già non lo facessi, avrei iniziato a farlo da alcuni mesi a questa parte: da quando il diversamente simpatico Elon Musk - pericolosissima e potentissima eminenza grigia plurimiliardaria del già pericoloso presidente degli States, Donald Trump - ha dichiarato guerra a questa enciclopedia online poliglotta. Fondata da Jimmy Wales e Larry Sanger nel 2000 come Nupedia, è l’ultima testimonianza globale dell’utopia di una rete gestita in modo libero, condiviso e collaborativo. Caratteristiche che fanno venire l’orticaria a Musk; la chiama “wokepedia”, dove woke è usato nel senso spregiativo caro alla destra americana: un insulto rivolto a chi è considerato “di sinistra”. L’ultimo attacco del miliardario ridens, con la richiesta di soffocare Wikipedia tagliandole le donazioni, è dovuto al fatto che l’enciclopedia cita, nel profilo a lui dedicato, un suo saluto uguale a quello nazista, col braccio teso; quello in cui si è esibito alla fine di un comizio, nel giorno del battesimo presidenziale di Trump, il 20 gennaio scorso. Nella versione italiana dell’enciclopedia il riferimento al "saluto" non c’è, mentre in quella inglese può contare su un intero paragrafo.

Già in precedenza Musk e il giro trumpiano detestavano l'enciclopedia proprio perché è "libera e collaborativa" (così si autodefinisce). "Wikipedia is controlled by far-left activists", ha sentenziato Elon recentemente. Insomma, gli anatemi musk-trumpiani (che si aggiungono alla censura contro Wikipedia attuata da varie dittature e autocrazie, per esempio, in Cina, Russia e Iran) sono un’ottima motivazione per sostenerla. Ha spiegato Maurizio Codogno, portavoce di Wikimedia Italia e matematico, a SkyTg24 Insider: "Con tutti i suoi difetti, e sappiamo che ce ne sono molti, Wikipedia riesce ancora a cercare - e a riuscire, in genere, a mantenere - una linea che non chiamerei neutrale. Una linea che piuttosto tiene conto di tutto, basata anzitutto sui fatti. Quando i fatti non vanno d’accordo con quello che qualcuno pensa, iniziano i problemi".



Tuttavia, come ho già scritto, ho cominciato a versare un po’ di spiccioli a Wikipedia parecchio tempo fa (direi circa una decina di euro l’anno), a prescindere da Musk e Trump. Per quale motivo? Lo faccio non solo per la riconoscenza che le devo perché ha, inopinatamente, dedicato una voce, nella versione italiana, alla mia biografia. Dono qualche soldo perché riconosco il valore di un’utopia culturale centrata su libertà e collaborazione: tutti possiamo contribuire, facilmente, alla stesura o revisione di testi, intervenendo direttamente sul sito; l’unico filtro è quello garantito da una serie di fan più attenti che, in ogni paese, tengono d'occhio, nei limiti del possibile, eventuali palesi strafalcioni e fake news. Come si legge sulla prima pagina italiana, Wikipedia, "grazie al contributo di volontari da tutto il mondo, [...], è disponibile in oltre 340 lingue. Chiunque può contribuire alle voci esistenti o crearne di nuove, affrontando sia gli argomenti tipici delle enciclopedie tradizionali sia quelli presenti in almanacchi, dizionari geografici e pubblicazioni specialistiche. Tutti i contenuti di Wikipedia sono protetti da una licenza libera, la Creative Commons CC BY-SA, che ne permette il riutilizzo per qualsiasi scopo a condizione di adottare la medesima licenza".

Oggi, in un mondo in cui quasi tutti i capi delle big-tech internettiane si sono prontamente genuflessi di fronte alle pretese del musk-trumpismo, dare una mano ai wikipediani liberi e collaborativi mi pare ancora più doveroso. Non solo: a volte io contribuisco anche alla revisione. Ovviamente, sul fronte dell’affidabilità dei contenuti ci sono molti limiti: alcune voci sono scritte da persone affidabili, con citazione delle fonti, eccetera; altre contengono palesi errori o piccole imprecisioni. Non a caso da molti anni mi sforzo di spiegare ai colleghi giornalisti, più o meno giovani, e agli studenti con cui mi confronto che Wikipedia non può essere considerata una fonte affidabile al 100% e che tutto va verificato e controllato (anche perché tanti professionisti dei media si limitano a copiare-incollare acriticamente e pigramente quello che trovano nel sito dell’enciclopedia).

Detto questo, è opportuno ricordare che la singolarità di Wikipedia consiste anche nella sua gestione economica: ruota attorno alla Wikimedia Foundation, un'organizzazione non profit che dipende in larga misura dalle donazioni del pubblico per sostenere le proprie operazioni. Vogliamo esaminare sommariamente le fonti di finanziamento e la struttura delle spese? Dunque, le attuali fonti sono le donazioni individuali, quelle istituzionali e le donazioni da parte di altre fondazioni, aziende, enti privati. Per quel che riguarda quelle individuali, grazie a moltissimi lettori in tutto il mondo a Wikimedia Foundation nell'anno fiscale 2023-2024 sono arrivati contributi da 8 milioni di donatori, in media 10,58 dollari USA per persona. Le donazioni possono essere effettuate attraverso diversi canali, tra cui banner online, campagne via email e altre modalità. Questo modello di finanziamento, basato sulla partecipazione di molti individui, rende Wikipedia meno dipendente dai grandi finanziatori.



La Fondazione riceve anche risorse significative attraverso le sovvenzioni da parte di organizzazioni filantropiche, da enti privati e da aziende. Gli esempi includono Sloan Foundation, Open Society Institute e Arcadia Fund. Notevoli anche quelle in arrivo da aziende tecnologiche come Amazon, Facebook e Google (vedremo presto gli eventuali effetti dei diktat di Musk e Trump), oltre a figure come George Soros. Inoltre, il Wikimedia Endowment è stato istituito nel 2016 come fondo a lungo termine per garantire, anche attraverso investimenti, il futuro e la sostenibilità dell'enciclopedia e dei progetti correlati. Al 30 giugno 2024, il patrimonio netto del fondo ammontava a 144,3 milioni di dollari. Esiste pure Wikimedia Enterprise, una sussidiaria LLC (tipo la SRL italiana), che fornisce servizi commerciali basati sui dati di Wikimedia, generando una piccola parte delle entrate della Fondazione: questo servizio è rivolto principalmente a motori di ricerca e ad altri utenti che utilizzano grandi quantità di dati; così Wikimedia può generare entrate per sostenere le sue attività non profit senza ricorrere alla pubblicità o a paywall per i singoli utenti. Poi ci sono altre piccole fonti di entrate (come il merchandising del marchio e potenzialmente gli interessi sugli investimenti).

Quanti soldi girano? Durante l’anno fiscale 2022/23 nelle casse di Wikimedia Foundation sono entrati 180 milioni di dollari e ne sono stati spesi 170, con un patrimonio netto finale di 255 milioni. La porzione maggiore delle spese (circa il 43% negli anni fiscali 2020-2021 e 2022-2023) è destinata al mantenimento e al miglioramento dei siti web di Wikimedia. Questi costi comprendono server, continui miglioramenti ingegneristici, sviluppo di prodotti, design, ricerca e supporto legale: gestire uno dei primi 10 siti web a livello globale richiede infatti investimenti elevati in tecnologia e personale per garantire qualità, affidabilità e sicurezza. Un terzo dei fondi (32%) viene usato a supporto tecnologico delle comunità di volontari che nel mondo creano e mantengono i progetti Wikimedia. Il resto (25%) serve per gestire le attività di raccolta fondi, le spese di amministrazione e governance e gli stipendi per circa 400 dipendenti e collaboratori.

Riassumiamo. È opportuno sostenere Wikipedia? Sì. Perché è un bene pubblico di portata planetaria, una risorsa culturale completamente gratuita e con licenza aperta, accessibile a chiunque abbia accesso a Internet. Svolge poi un ruolo fondamentale nel fornire conoscenze di base, generare domande di ricerca e identificare potenziali fonti. Viene inoltre utilizzata in contesti educativi per insegnare competenze di alfabetizzazione mediatica critica e capacità di ricerca. Infine, fornisce informazioni gratuite con un lessico accessibile a quasi tutti; così Wikipedia è oggi un pilastro della democratizzazione della conoscenza e dell’emancipazione degli individui a livello globale. Ciò si allinea al concetto di conoscenza come diritto umano fondamentale: individui di ogni ceto sociale possono accedere a un vasto deposito di informazioni, promuovendo l'istruzione e il processo decisionale informato. Inoltre, il modello di finanziamento di Wikipedia, basato principalmente su piccole donazioni individuali, contribuisce a mantenerla ragionevolmente indipendente e libera da influenze commerciali o politiche.

Il sostegno finanziario è essenziale per mantenere l'infrastruttura tecnologica, supportare la comunità di volontari che crea e cura i contenuti e affrontare le sfide emergenti come la disinformazione e la censura. Morale della favola: dono volentieri una decina di euro l’anno a questo progetto. Considerando che regaliamo i nostri dati (valgono molto ma molto di più di 10 euro l’anno) a multinazionali tecnologiche e digitali che fingono di offrirci i loro servizi online gratuitamente, mi pare un buon investimento. Tanto più che l’enciclopedia libera e collaborativa non si è (per ora e si spera per sempre…) genuflessa di fronte al musk- trumpismo; al contrario di Google, Meta, Amazon, per citare alcune delle big-tech più note. Anzi, sapete che vi dico? Quasi quasi nel 2025 raddoppierò la donazione: 20 euro. E passerà (forse) la paura.

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